Meeting Carole

A volte un viaggio in treno può rivelarsi un’esperienza da ricordare. No, no, non parlo di ritardi o cancellazioni, bivacchi sulle panchine della stazione o taccheggi smascherati. Ho semplicemente incontrato una persona: si chiama Carole Chazin, è una giornalista americana e precisamente di New York. Arrivata a Mestre, sono scesa dalla Freccia per la coincidenza per Conegliano e ho sentito una donna straniera chiedere informazioni sulla fermata. Bionda, alta, accompagnata da un signore distinto e silenzioso, domandava se fossimo arrivati a Mestre e una volta sul binario, si guardava spaesata alla ricerca del prossimo per Pordenone, guarda caso proprio il mio stesso treno. Mi è scattato il neurone dell’inglese e ho cercato di mostrarle sul monitor la scritta lampeggiante che indicava il prossimo arrivo e l’ho tranquillizzata dicendole di seguirmi, avremo viaggiato insieme.

Sedute una fronte all’altra ha iniziato a parlarmi, Continua a leggere

Giro di boa

IMG_20150907_082033Non ero pronta. Lo ammetto, ho avuto tutto il tempo ma il tempo è volato e settembre è arrivato troppo in fretta. Seba ha cominciato la scuola materna e io non ero pronta.

Ma insomma, chi l’ha detto che la fase difficile deve passarla solo il bambino? Una fase di crescita importante, un cambiamento decisivo rispetto all’asilo nido, …bla bla bla. E della mia fase, se ne può parlare per favore? Dello stravolgimento che, in qualità di mamma, devo affrontare?

Innanzitutto, il corredino autografato che ha riempito l’armadio in cameretta. Ma come si fa a scrivere “Sebastiano” con il pennarello indelebile su un’etichetta lunga 1 cm? Mi sono sentita impreparata. E i nomi di tutti i genitori dei compagni di classe di Seba… li ricorderò mai? Per non parlare dei nuovi orari: sveglia presto e già pronti alle 8. Non è uno scherzo da poco, visto che finora nessun nemico ci correva appresso e arrivavamo tranquilli al nido anche alle 9 e un quarto… insomma, ciao shallitudine!

Ora invece il nemico c’è e si chiama Suor F. In lei si incarnano tutti i dettami dell’educazione infantile più rigida, la fede più radicata. Ecco, questo è il mio più grande trauma, il vero giro di boa: Suor F. in cambio della Franci.

IMG-20131125-WA0001La maestra Franci, dolce e amorevole presenza nella vita di mio figlio che negli ultimi tre anni di nido ha saputo diventare per me un’ancora di salvezza, un punto di riferimento, la voce amica. Ciao Franci, aloha, au revoir, goodbye, dasvidania. La consapevolezza di non vedere più il suo sorriso allegro ogni mattina in cambio del viso serio di Suor F. mi ha fatto stare di cattivo umore per una settimana intera e più. Ricordo ancora quando ho portato Seba da lei la prima volta, era così piccolo e io così maldestra (a dire il vero il ricordo è un po’ sfuocato a causa delle poche ore di sonno che caratterizzavano la mia vita di allora). E lei così comprensiva, friendly, mammafila. Che bella sensazione…

Ora la situazione è ben diversa. Le avvisaglie delle difficoltà che avrei incontrato erano evidenti fin dall’inizio come un semaforo lampeggiante nella notte, ma ho fatto finta di non accorgermene: i primi giorni ho accompagnato il pupo alla materna come fosse Continua a leggere

Scacco matto al pannolino

IMG_20150407_191423Weekend intenso quello di Pasqua: con somma gioia io e Seba abbiamo dato una svolta alla routine quotidiana e abbiamo eliminato il pannolino. Ho trovato diversi articoli online di mamme alle prese con questa fase della crescita del piccolo uomo e fra tutti mi ha colpito quello che suggerisce di togliere il malloppo in tre giorni. La prima volta che l’ho letto ho riso di gusto. Fantascienza? Ebbene posso testimoniare che no, non è uno Stargate. È fattibile! Si può fare! Anzi, visto che mi voglio proprio vantare, già al secondo giorno il mio ometto aveva colto la dinamica e con grande soddisfazione sceglieva tra lo slippino di Spiderman e quello di Thor. Insomma, mio figlio è avanti.

 

Auricoloterapia

auricoloterapia4Oggi ho scoperto che esiste la riflessologia dell’orecchio. Che novità, dirà qualcuno. Beh, a quella del piede c’ero arrivata ma con l’orecchio mi sono trovata impreparata. Stavo facendo ricerche per il mio nuovo sito di cui sono redattore (www.moodzine.com) e tra un trattamento wellness ai fiori di melo e le ultime novità del prossimo Expo mi è capitata questa cosa dell’orecchio. Antichi dettami trovano in vari punti del padiglione zone stimolanti e curative di organi e parti del corpo lontane. Come succede con il massaggio del riflessologo ai piedi, anche l’auricoloterapia viene utilizzata con successo per diversi disturbi: dall’asma all’ipertensione, dalle lombosciatalgie alle infiammazioni del trigemino, dalla cefalea alla dismenorrea, dalla stipsi al dimagrimento, dall’abbandono del vizio del fumo alla correzione della postura. Tutto in un orecchio. E la mia perplessità ha un motivo: Continua a leggere

Stasera minestrone

So già cosa offrirà il menu stasera per cena: minestrone di verdure. Questo è il contenuto del sacchetto ghiacciato che appoggia ora sulla mia caviglia dolorante. Me l’avevano detto che forse non ho più l’età ma io non ho ascoltato queste voci malevole e alla Foundation Cup di Borso del Grappa (VI) ieri ci sono andata lo stesso. Galvanizzatissima con la mia maglietta Orange ho giocato come fosse l’ultima le prime due partite. Alla terza non c’è stato nulla da fare, la legge dell’inevitabilità ha avuto il sopravvento e la mia caviglia sinistra, dopo aver ballonzolato per bene di qua e di là, mi ha abbandonata urlante sul campo decretando la fine del mio torneo. La mia disperazione non era tanto dovuta al dolore, quanto alla tristezza di non poter contribuire più al sostegno della squadra se non dalla panchina. A conti fatti però probabilmente è andata meglio così: secondi in 8, battuti dai coraggiosi e abili Tortellini di Modena. Che risultato! Che squadra! Che orgoglio Orange!
11065100_821011711268543_7913790116355197563_nIl destino ha giocato le sue carte e credo che per quanto mi riguarda al momento anche lui abbia vinto. Io zoppico e, se mi azzardo ad appoggiare il piede, il mio viso leggermente abbronzato dal sole di ieri fa smorfie incontrollate (no, non è ginnastica facciale…). Ho ceduto le armi e sono in versione DD (Domenica Divano), almeno fino a quando tornerà Sebastiano questo pomeriggio. Dovrò chiedergli di valutare di restare a casa dall’asilo domani visto che io sto male. Sarebbe il minimo, dopo tutte le volte che io ho fatto lo stesso per lui… Già lo immagino prendermi il telefono e dire: “Nonna non vedo l’ora che tu venga a prendermi dopo pranzo… la mamma malata non la sopporto più!”

 

Per cambiare vita a volte basta un ciao

Per cambiare vita a volte basta un ciao. Poi fai i conti con un appartamento nuovo completamente da arredare, giornate intere vissute tra i salotti e le camere da letto fake dell’Ikea, l’odore acre dei montatori che trasformano in poche ore il vuoto in pieno, l’ansia folle che arrovella lo stomaco mentre aspetti di presentare al bimbo la sua nuova cameretta. Copripiumino coi draghi, tende coi draghi, draghi giocattolo spacciati per dinosauri, lampadario azzurro, palloncini e poster di Peppa e George. Il mondo dei Balocchi è pronto. Tensione per settimane. Poi Seba in tre secondi e mezzo ha deciso che voleva dormire lì, su quel lettone grande tutto suo, in mezzo ai draghi, da subito. Cosa vuoi di più dalla vita?

 

Tappa allo zoo

Non si può andare al mare in ferie a Lignano senza fare una tappa allo zoo. L’obiettivo primario è quello di far conoscere al figlio che tanti animali, di solito visti nei libri, esistono davvero (gli scrupoli sulla questione gabbie e cattività potrà farseli più avanti, quando sarà maggiorenne, laureato, ricco e mi porterà a fare un safari in Africa). L’obiettivo reale è invece scampare alla noia di una giornata nuvolosa, più che noia al panico da mamma che non sa cosa inventarsi per passare indenne un pomeriggio con detto figlio non potendo andare in spiaggia. E allora zoo sia!

Ho osservato con curiosità le reazioni di Seba di fronte alle zebre, all’otaria nella piscina, al leone arrabbiato con la leonessa, la tigre nascosta tra la vegetazione, l’ippopotamo completamente sott’acqua e alle scimmie laggiù oltre il laghetto. Lo sguardo di chi ancora ha poche tessere del puzzle, che con perplessità accetta le cose come stanno perchè di domande ancora non ce n’è, non ne sa. L’unica certezza è ciò che spaventa e per fortuna c’è la mamma. E tutto questo mi affascina da morire. Immagino il suo piccolo cervello con tutte quelle sinapsi ancora da forgiare, spazio infinito da riempire di esperienze e memoria, le impressioni ancora da captare, le emozioni ancora da provare.???

La favola di Quark finisce quando Seba ha ben compreso cosa gli piace di più dello zoo: le casette di legno su cui arrampicarsi e il negozietto con gli animali giocattolo da comprare. Fuori i soldi, mamma.

 

 

 

Compleanno di Seba #2

Per il secondo compleanno di George, Papà Pig ha organizzato una gita al museo per vedere i dinosauri, la signora Coniglio ha preparato una torta a forma di dinosauro e tutti alla fine saltavano su un enorme dinosauro gonfiabile. Anche impegnandomi,  per il compleanno di Seba non sarei mai arrivata a tanto. O meglio ho pensato che magari l’anno prossimo avrò più tempo, fantasia, inventiva… (sì, figuriamoci…) Quello che sono riuscita a fare è invitare un sacco di gente, comprare un torta con George e il dinosauro disegnato sopra e incasinarmi la casa tra bambini, carta regalo stracciata,  giocattoli, cibo, genitori. È stato bellissimo e mi sono divertita un sacco! Lo so, è strano. Di solito in queste occasioni chi organizza è troppo preoccupato a sistemare le pizzette in pile ordinate e futuristicamente geometriche, a versare prosecco a sufficienza a tutti i maggiorenni così da annebbiargli la vista e non notare gli angoli della casa coi gatti della polvere, a scattare foto per ricordare ai posteri, a selezionare musica adatta a tutte le età da Come fa il coccodrillo ai Pearl Jam. Io mi sono giocata il jolly e ho delegato. Che bella cosa delegare… i nonni arruolati per le cibarie, il papà addetto al vino, l’amica alla macchina fotografica, Zora alla pulizia delle patatine cadute dal tavolo e perse dai bimbi in giardino. Di musica non c’è stato bisogno, le urla dei bambini felici hanno tenuto sull’attenti i timpani dei vicini per almeno tre ore. E io, mi sono goduta la festa del mio meraviglioso bambino, che sta crescendo e ancora non ha capito niente della vita e per questo lo invidio con tutta me stessa.

ipp ipp ??? ipp

Cosa può un’amicizia

Alla fine mi sono decisa. Ho preso il pupo, la borsa aerospaziale (più di una in realtà), ho affidato Zora al papà e sono andata a trovare Elena a Novellara. Ero convinta che il viaggio sarebbe stato lunghissimo ed estenuante, invece in tarda mattinata già abbracciavo la mia amica bionda del master milanese. Che bella lei, il suo bimbo Niccolò, il suo fidanzato Luca! Mi sono sentita a casa, coccolata dai suoi genitori e da Tito, l’eterno cucciolo color caramello. ippIo e Seba siamo rimasti ospiti per tre giorni ed è stato emozionante per noi mamme-amiche vedere come giocavano insieme i nostri piccoli, che si capiscono senza grandi parole e viaggiano in un mondo parallelo di sintonia infantile. Che invidia… tra noi adulti mica sempre è così, anzi quasi mai. Ma che dico, sono rare eccezioni. Allora un po’ di riflessioni sono spontanee: è l’amicizia che salva tutto? nei momenti bui, storti, tristi? è quella che sottolinea la bellezza di quelli perfetti? è l’appiglio che non trovi? e senza quella cosa ci rimane? Io e Elena siamo riuscite a mantenere vivo questo filo che ci unisce e che supera regioni e province, anche Seba e Nico resteranno amici e avranno il loro filo? Credo stia a noi insegnarne loro l’importanza.